Pannelli Fotovoltaici Schott Prezzi

pannelli schottSchott è una multinazionale tedesca con base a Mainz, vicino Stoccarda, che produce componentistica elettronica, ma soprattutto pannelli solari sia in silicio che a concentrazione. Schott produce moduli fotovoltaici nelle sue fabbriche in Germania, Spagna, Repubblica Ceca e Stati Uniti ed ha una rappresentanza di vendita a Genova in Via Assarotti 5/6 , telefono: 010/84241.

In questo momento la crisi ed il mercato saturo hanno fatto decidere ai vertici aziendali di fermare il suo impianto di produzione di celle a Alzenau, in Germania lo scorso dicembre e di cessare la produzione di wafer policristallini a Jena, in Germania. Schott è decisa comunque a rimanere sul mercato del solare fotovoltaico, alcune voci però parlano di un suo definitivo abbandono del settore, sviluppando moduli ad alta efficienza o thin film ad un prezzo concorrenziale.

Il costo dei pannelli fotovoltaici Schott è medio, così come le performance, siamo lontani dal rendimento di Sunpower o Sanyo Power. Il massimo per i policristallini si raggiunge con i moduli che superano i 250 watt con un rendimento del 15,3%. In Italia alcuni rivenditori come questo propongono un prezzo allettante sotto i 200 euro, in Germania intorno ai190 euro.

In catalogo ci sono anche i prodotti mono cristallini. In questo caso le performance sono maggiori, si arriva al 16,5% con i moduli che superano i 270 watt di poterna, vedi il dettaglio. Ci sono anche dei moduli thin film ottimizzati per impianti che devono essere installati ad alta quota, sopra i 1000 metri; sono in a film sottile e hanno, ovviamente, rendimenti molto più bassi, nell’ ordine del 7 percento, ma mantengono le performance al 90% dopo 26 anni. Negli ultimi anni l’azienda tedesca sta abbandonando il settore consumer dedicandosi quasi esclusivamente a pannelli solari a concentrazione CSP.

I pannelli Schott hanno una garanzia totale di 25 anni. L’azienda assicura una performance ad 1 anno di almeno il 97% ed un degrado massimo annuale fino ai 25 anni dello 0,7%, ciò comporta una performance minima fissata all’80,2% dopo un quarto di secolo.

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