La Convenienza dei Gruppi di Acquisto per i Pannelli Fotovoltaici

I gruppi di acquisto sono una realtà ormai presente da decenni in Italia. Si tratta della pratica di acquisto di un determinato prodotto, in grosse quantità, che viene effettuata direttamente al produttoreo ad un grossista. Un gruppo di persone si mette d’accordo, pagano ognuno per la sua quota e comprano il prodotto. Tutto ciò avviene anche nel mondo delle rinnovabili, con i gruppi d’acquisto dedicati alla fornitura di pannelli fotovoltaici per produrre energia elettrica. Ma tutto questo ha una convenienza? Si risparmia davvero? Siamo andati in giro per la rete per cercare le offerte, o meglio gruppi di acquisto che cercano altri soci per aumentare il numero di richieste e far, di conseguenza, diminuire il prezzo praticato dal produttore. Questo sulla carta, in realtà i prezzi sono già prefissati, una cosa che ci ha fatto un pochino stranire.

C’ è un progetto, patrocinato con il programma Energia Intelligente dell’Unione Europea che si chiama CLEAR, Consumers Learn Engage Adopt Renewable Energy Technologies
(Clear), avviato per dare uno slancio a tecnologie ad alta efficienza energetica per impianti domestici, tra cui, oltre al fotovoltaico, caldaie a condensazione. Si prendono adesioni per l’acquisto di sistemi fotovoltaici chiavi in mano.

gruppo acquisto fotovoltaico

I costi

L’offerta più conveniente che abbiamo trovato è stata quella della rete Smart Partner di VP Solar. C’è la vendita di kit fotovoltaici con o senza l’installazione di impianti da 2, 3, 4 e 6 kW con moduli SolarWorld , o Hanwha Q Cells (made in China) e inverter SMA o ABB. È stato simulato, ad esempio, per un impianto da 3 kW, un prezzo installato chiavi in mano di circa 5.500 euro. Oltre all’installazione, vengono forniti una serie di servizi, come ad esempio la garanzia di cinque anni su tutta l’installazione e il disbrigo delle pratiche burocratiche. Ed è qui che le aziende cercano di guadagnare un po’ di piú, ovvero offrendo servizi accessori che per loro sono molto remunerativi. Parliamo ad esempio di assicurazioni sul furto dei moduli, su contratti di manutenzione, su estensioni di garanzia. Tutte così per noi poco utili che fanno alzare quello che a prima vista sembra un buon preventivo.

Un altro esempio proposto dai gruppi di acquisto che abbiamo trovato è stato il seguente:

impianto da 4 KWp composto da 18 moduli SolarWorld Sonmodule Plus SW 250W poly, 1 inverter SMA Sunny Boy 4.000 TL-21 (con monitoraggio), Profili, giunti, morsetti e calotte
per il montaggio; Quadro elettrico e componenti per il cablaggio, 5 anni di garanzia sull’installazione (da non confondere sul prodotto, 5 anni sugli inverter, 10 anni sui moduli, 25 anni sulle prestazioni (80% della potenza iniziale) prezzo compreso tra da 6.700 a 7.030 euro.

Convenienza

come abbiamo visto ci vogliono tra i 2500 e 2800 euro per ogni Kwp per impianti fino a 10 Kw, ovviamente il prezzo diminuisce all’aumentare della potenza. I costi sono perfettamente in linea con quelli di mercato. Come abbiamo riportato nel nostro precedente articolo sui prezzi di un sistema fotovoltaico da 3 Kwp, la convenienza quindi non c’è. Sarebbe invece piú conveniente per un gruppo di consumatori acquistare direttamente dai produttori cinesi tramite portali come Alibaba. In questo caso dobbiamo assolutamente controllare circa l’affidabilità del venditore.

Ricordiamo ci possono essere differenze notevoli tra una marca e l’altra. Un modulo potrebbe essere piú performante di un altro e garantire quindi una maggiore produzione di energia elettrica durante l’anno.

Gruppi di acquisto per fotovoltaico in Italia:

Prezzi dei Pannelli Solari il trend per il futuro

La discesa dei prezzi dei pannelli solari è iniziata circa 10 anni fa, con l’avvio del primo conto energia. Anche per il futuro il costo dei moduli fotovoltaici continuerà a ridursi, facendoci avvicinare sempre di più alla grid parity, ovvero stesso prezzo tra un kilowatt di energia prodotto con fotovoltaico ed 1 kilowatt acquistato dal gestore elettrico.

L’abbassamento è dovuto sicuramente all’ incremento di domanda di pannelli solari fotovoltaici registrato non solo in Italia ma anche negli altri paesi europei che come noi godevano di incentivi fiscali come Spagna, Germania, Francia, ma un altro fattore importante è la discesa in campo di produttori di pannelli fotovoltaici a basso costo. Ci riferiamo alle marche cinesi. Suntech, Yingli, Solarworld, Trina sono alcuni dei brand del Sol Levante che ormai controllano una buona fetta della produzione di moduli fotovoltaici mondiali. E i concorrenti europei, giapponesi ed americani oltre che a lamentarsi della concorrenza sleale non possono far altro che abbassare il listino per essere competitivi. Tutto ciò ha generato una corsa all’abbassamento dei prezzi che da una parte ha accorciato i profitti per i produttori, ma dall’ altra ha agevolato la diffusione dei pannelli.

Prezzi dei pannelli solari fotovoltaici il trend:
i più cari rimangono i Sunpower, sono statunitensi e possiamo tranquillamente metterli sul gradino più alto della classifica per affidabilità e performance. La serie E20 garantisce un efficienza del 20,4%, nessun pannello arriva a questa cifra. Il prezzo ovviamente è di conseguenza maggiore, stiamo sui 1,1-1,3 euro per watt, il che significa che il pannelo e20/333 o e20/327 costa circa 400 euro iva inclusa.

Subito dopo i Sunpower ci sono i giapponesi di Panasonic, che hanno acquistato le tecnologie di Sanyo. La serie Hit è molto performante con un’efficienza del 17,7% per un prezzo di circa 1,2 euro per watt. I nuovi moduli HIT andranno ad affiancare gli N245 ed N285 della serie HIT. Prodotto in Malesia, il nuovo moduloo ha un’efficienza del 19,7% e una potenza
erogata di 330 watt. Il modulo è dotato di 96 celle e produce circa il 27% di potenza di picco in più rispetto ai moduli multicristallini tradizionali da 260 watt

Dietro molto buoni sono i moduli fotovoltaici Sharp, Kyocera, Schott, Abb, Mitsubishi, Solarworld, Lg, ma anche gli italiani Solsonica, Elital ed Helios, i prezzi in questo caso oscillano attualmente tra 1 e 1.1 euro.

Nel gradino più basso, quelli che sono i pannelli fotovoltaici economici, troviamo come detto i cinesi. Quindi Suntech, Sunworld, Trina, Yingli, Solapark, Recsolar che possono raggiungere un prezzo oscillante tra 0,7 e 0,9 euro per watt. In quest’ultimo caso quindi un impianto da 3kwp, per i soli moduli fotovoltaici, costerebbe tra i 3000 ed i 3500 euro. Ovviamente tutte le marche sopracitate hanno la certificazione Iso necessaria per poter godere degli incentivi italiani del conto energia (attualmente terminato).

Ricordiamo che è necessario acquistare anche un Inverter, prezzo di 0,4-0,5 euro per watt ad esempio il Sunnyboy della Sma, cavi, contatori e staffe di montaggio per realizzare un  impianto fotovoltaico completo.

Pannelli Fotovoltaici Thin Film Quando Sceglierli

Una delle tecnologie che potrebbe avere un largo impulso nei prossimi 5 anni nel settore del fotovoltaico è quella del thin film, ovvero dei moduli realizzati con film sottile. Si chiamano CIS, dalle iniziali inglese dei componenti con cui vengono realizzati , Copper, Indium e Selenide ovvero Rame, Indio e Selenio. La caratteristica principale di questi pannelli è che sono a film sottile, si presentano come un foglio di carta flessibile, solo un po’ piú spesso, quindi impiegabili in tanti tipi di strutture. Possono avvolgere parti esterne dell’ edificio seguendo delle curve, appoggiati verticalmente o orizzontalmente su pareti, oppure essere indossati, li abbiamo visti infatti sugli zainetti solari che permettono a piccole periferiche di essere ricaricate con il sole.

Gli impieghi sono tanti ed il prezzo rispetto ad un classico modulo fotovoltaico in silicio cristallino piú basso. Il rovescio della medaglia è che hanno un rendimento inferiore, compensato da una resa migliore in presenza di ombreggiatura. Se avete uno spazio ridotto e volete ottimizzare la produzione non prendeteli in considerazione.

I produttori

i leader mondiali in questo settore sono First Solar e Solar Frontier, i primi americani ed i secondi giapponesi, ma ci sono anche Bosch ed Inventux, made in Germany. Dall’ ultimo rapporto di Solar Buzz si nota l’andamento grafico della produzione mondiale, costantemente in crescita. Le richiesta maggiori arrivano dai mercati asiatici, Cina in testa, ma anche dagli Stati Uniti. In Europa la grande spinta al fotovoltaico si è un po’ arrestata, Italia compresa, con la fine degli incentivi statali, ma potrebbe ripartire con l’abbassamento dei prezzi dei moduli fotovoltaici.

 

andamento_vendite_thin_film

I Prezzi

i pannelli in silicio cristallino hanno bisogno di più di 100 micron di materiale per assorbire la luce, il film sottile ne richiede solo 1 micron. Per questo i prezzi di un modulo thin film sono piú bassi di un 30% rispetto agli altri. Di contro però, dato che l’efficienza è minore, avremo bisogno di piú pannelli e quindi di una superficie maggiore per produrre la stessa quantità di energia elettrica che potremo realizzare con quelli in silicio.

Differenze con i Moduli in Silicio Cristallino

i moduli in silicio poli e mono cristallino hanno un rendimento maggiore rispetto a quelli a film sottile. Spesso anche il doppio. Parliamo di un 15-16% dei primi contro il 7-8% dei secondi. Recentemente le cose son migliorate facendo sfiorare ai thin film efficienze del 13%. Questa cosa però è vera in piena insolazione, quando non ci sono ombreggiamenti. La tecnologia in film sottile però ha una proprietà, denominata bandgap (ha bisogno di pochissima energia per liberare l’elettrone che con il suo movimento da’ vita ad elettricità) , che è superiore al silicio. Al silicio non piace assorbire la luce.Prende solo quella con lunghezza d’onda bassa (rosso e IR), piuttosto che la maggior parte della luce che proviene dal sole. Ha la bandgap errata (lunghezza d’onda che viene assorbita), e non la assorbe molto bene.  Questo significa che in casi in cui c’è poca luce o è presente ombreggiamento il thin film può risultare piú efficiente.

modulo_film_sottile

Perchè scegliere i Thin Film

i moduli CIS vengono utilizzati in ambito residenziale sui tetti che hanno bisogno di tegole fotovoltaiche. Ovvero quando dobbiamo perfettamente integrarli con l’andamento architettonico dell’ edificio (in tempi di conto energia avevamo anche una remunerazione maggiore per questi impianti). Pensiamo a case che si trovano in un centro storico e che non possono, per motivi estetici, installare un impianto fotovoltaico standard. I moduli thin film inoltre, proprio per la loro caratteristica, possono meglio adattarsi a strutture mobili. Pensiamo ad un camper che si muove costantemente e che spesso produce zone d’ombra sui pannelli. L’abbassamento delle prestazioni con i moduli in silicio sarebbe impressionante, con quelli a film sottile minore.

Se invece abbiamo poco spazio a disposizione, e dobbiamo ottimizzare al massimo le prestazioni per avere il maggiore rendimento possibile in termini di produzione elettrica, al contrario non dobbiamo scegliere i thin film. In questo caso meglio optare per moduli pv ad alto rendimento, di marche come Sunpower o Panasonic, che abbiano efficienze del 20% circa, il massimo ottenibile con la tecnologia attuale.

Impianto Fotovoltaico da 3Kw quanto Costa e quanto Può Produrre

Quella da 3 Kwp è la dimensione maggiormente venduta di un impianto fotovoltaico. Perchè proprio questo taglio è considerato il piú indicativo nella pubblicità e nei preventivi? Questo valore viene preso a riferimento perchè al tempo del Conto Energia, il sistema governativo di incentivi per la produzione da fotovoltaico, la remunerazione massima era prevista per impianti fotovoltaici con potenza compresa tra 1 e 3 Kw. Da allora è rimasto come punto di paragone per installatori e acquirenti, ma alla fine possiamo anche montare un sistema da 2,5 o 3,4 Kw, l’importante è tararlo sulle proprie esigenze, nel prosieguo dell’ articolo ne capiremo il perchè.

Il prezzo di un pannelli fotovoltaici da 3 Kw

se non avete seguito il mercato dell’energie rinnovabili sappiate che i prezzi dei moduli fotovoltaici si sono abbassati tantissimo negli ultimi anni. E’ vero che la sbornia dovuta agli incentivi è finita ed almeno in Italia il mercato si è stabilizzato, ma mediamente si è arrivati a poco meno di 1 euro per watt. Parliamo solo di moduli. Per realizzare un impianto fotovoltaico abbiamo bisogno di inverter, trasforma la corrente prodotta da continua ad alternata, staffe di fissaggio, cavi, contatori, progettazione ed installazione. Si arriva ad un prezzo compreso tra 5000 e 6000 euro. L’oscillazione dipende dalla marca di pannelli solari scelta.

grafico_prezzo_pv

Un modulo piú costoso, oltre a garantire maggiore affidabilità, permette di produrre piú energia elettrica. Al momento dell’ acquisto bisogna tenere conto dell’ efficienza che nei modelli medi si attesta sul 15%, su quelli ad alto rendimento arriva al 20%.

Quanto spazio occupa un impianto da 3 Kw

Per ogni kilowatt ci vogliono almeno 7-8 mq, quindi moltiplichiamo questo valore per tre ed arriviamo a 25 mq circa. I moduli devono essere esposti a sud, con la giusta inclinazione rispetto al sole. Montandoli fissa, l’installatore troverà l’orientamento corretto per sfruttare al massimo l’insolazione, il cui picco è tra le 12 e le 14 del giorno. Il top sarebbe montare i pannelli su un inseguitore solare che si muove seguendo la stella piú luminosa, avremo un rendimento maggiore, ma anche costi piú elevati.

produzione_fotovoltaico_italia

Quanta corrente si può produrre

anche in questo caso il valore dipende dal luogo in cui è montato l’impianto. Date un’occhiata alla mappa qui sopra si riferisce alla produzione media che si è avuta tra 2004 e 2010. Tenendoci un po’ piú bassi possiamo aspettarci al Nord una produzione di 3800 Kw l’anno con un impianto da 3 Kwp, di 4000 al centro e di 4500 al sud Italia. Calcolando che 1 kilowatt di energia elettrica costa mediamente 15 centesimi di euro, possiamo avere una produzione elettrica di 600 euro l’anno (per 4000 Kw).

Importanza del dimensionamento

ora che il Conto Energia è terminato, la convenienza dell’ installazione di un impianto fotovoltaico arriva dall’ autoconsumo, ovvero bisogna dimensionarlo in base a quello che la famiglia consuma nell’anno. Prendete le bollette dell’ anno scorso e calcolate , facendo la somma, quale è stato il vostro consumo. Presumibilmente una famiglia di 4 persone sta sotto i 4000 Kw per cui 4 Kwp vanno bene.

Durante il giorno consumiamo quello che produciamo con i pannelli e l’eccedenza, la reimmettiamo in rete. Il gestore elettrico la rivende a terzi e ci fa maturare un credito che potremo spendere per acquistare l’energia durante la notte. Questo sistema si chiama scambio sul posto. Inoltre per tutto il 2015 possiamo avere diritto alle detrazioni del 50% per 10 anni sull’ acquisto di un impianto fotovoltaico con potenza inferiore a 20 Kwp.

I prezzi dei Pannelli Fotovoltaici nel 2015

Continua la discesa dei prezzi dei pannelli fotovoltaici in Europa, Italia compresa. Il trend calante è iniziato nel 2014, proseguito per tutto l’anno e sicuramente continuerà per tutto il 2015. La causa è da ricercare nella diminuzione della domanda che sta schiacciando al ribasso il prezzo dei moduli solari.

Quasi tutte le marche, su qualsiasi tipo di prodotto, indipendentemente dall’origine, hanno fatto registrare un calo di un paio di punti di percentuale su base annua. A novembre dello scorso anno ci sono stati dei segnali di speranza (vedi grafico) , i prezzi si erano leggermente rialzati, sembrava che la tendenza al ribasso potesse essere arrivata al termine, ma nel mese successivo il trend negativo è proseguito.

In Germania il 2014 è stato l’anno più triste per il fotovoltaico in seguito all’ introduzione del German Renewable Energy Act (la legge tedesca sulle energie rinnovabili) che prevede una riduzione agli incentivi.  Ma la Germania non è l’unico paese colpito. A parte il Regno Unito, tutta l’Europa ha registrato un calo.

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In ITALIA il mercato ha iniziato ha rallentare la sua corsa con la fine degli incentivi al solare fotovoltaico. A partire dal 6 luglio 2013, quando sono terminati i 6,7 miliardi del quinto conto energia, c’è stato un brusco calo. Basta guardare alcuni dati snocciolati dall’ ultimo rapporto del Gse sul fotovoltaico nel nostro paese. Il boom c’è stato tra il 2010 ed il 2011 quando gli impianti in Italia sono passati da 71.288 a 155.977, durante il quarto conto energia.

Tutto ciò cosa c’entra con il prezzo dei pannelli fotovoltaici? C’è un legame molto stretto tra domanda ed offerta. Durante la primavera estate degli anni passati abbiamo assistito ad una corsa senza fine, addirittura alcuni installatori facevano fatica a trovare moduli pronti per la consegna, di sicuro per alcune marche bisognava aspettare qualche mese. I prezzi quindi erano in aumento, o al limite stabili. Quando il mercato è crollato, anche i prezzi dei moduli sono scesi.

Il trend ribassista ovviamente era già iniziato anni prima, ma oggi e anche per il 2015 siamo arrivati a prezzi molto appetibili per il consumatore. Come potete apprezzare dal grafico stilato da Pvxchange, in Germania (in Italia siamo un pochino pi alti) un modulo è arrivato a costare a fine 2014 69 centesimi di euro a watt. Sono costi all’ ingrosso e senza Iva. Diciamo che al consumatore finale la cifra è di circa 90-95 centesimi di euro. Un modulo da 300 watt costa quindi 280 euro. Non male e anche per il 2015 si preannuncia un calo ulteriore, anche perchè non si vede in Italia nessuna volontà di approvare un eventuale Sesto Conto Energia.

costo-kw-italia

L’unico incentivo è rappresentato attualmente nel nostro paese, per tutto il 2015, dalle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni che riguardano anche gli impianti fotovoltaici senza l’obbligo di un intervento edilizio. Rimane in piedi anche lo scambio sul posto, ovvero la possibilità di rivendere la corrente non autoconsumata alla compagnia di elettricità l’energia  durante il giorno per avere un credito durante la notte.

Uno studio di Deutsche Bank ,qui potete scaricare il rapporto completo, ha confermato che investire in un impianto fotovoltaico conviene anche senza incentivi. Secondo il grafico qui sopra, in Italia un kw prodotto da fonti rinnovabili ha un costo compreso tra 0,13 e 0,32 dollari per kWh (ovvero 0,108-0,26 euro al cambio euro-dollari di 1,2), meno di quanto si spende per acquistarla dal gestore energetico.

Impianti Fotovoltaici ad Accumulo con Batterie

pannelli-fotovoltaici-con-batterieAbbiamo sempre pensato ad un impianto fotovoltaico connesso alla rete, ON GRID. L’energia elettrica prodotta in un dato momento veniva autoconsumata e quella che avanzava reimmessa in rete e cedute al gestore. Da un po’ si sono però affacciati sul mercato sistemi ad accumulo con batterie, OFF GRID. L’energia elettrica prodotta durante il giorno viene stoccata e consumata di notte, quando i moduli fotovoltaici non possono produrre.

Visto che gli incentivi del Conto Energia si sono esauriti, a coloro che vogliono sfruttare al meglio il proprio impianto fotovoltaico non rimane che cercare di consumare al meglio tutta l’elettricità prodotta. Per fare ciò c’è necessariamente bisogno di un sistema per accumulare l’energia che fa uso di batterie. Un po’ come avviene per il proprio smartphone o tablet. Lo ricarichiamo, lui accumula energia grazie alle pile e ci garantisce l’utilizzo giornaliero.

In pratica possiamo essere completamente autosufficienti dal punto di vista energetico, non aver più bisogno di essere allacciati alla rete elettrica, essere immuni da Blackout. Per la verità le cose non stanno proprio così, a meno che non si sovradimensioni un impianto fotovoltaico, possiamo in qualsiasi bisogno aver bisogno di energia elettrica. Pensiamo all’ inverno, quando le giornate sono corte e spesso buie. E’ vero che i pannelli fotovoltaici producono anche solo con la luce del giorno, ma in mancanza di sole le prestazioni si abbassano. Una settimana di pioggia a livello di produzione di energia elettrica si fa sentire.

Conviene installare un impianto fotovoltaico ad Accumulo Off Grid?

il discorso è complesso e non è facile dare una risposta. Attualmente ci sentiremo di dire di no, la convenienza non c’è. Il problema è legato alle batterie che ancora costano troppo, sono ingombranti e con gli anni tendono a perdere la loro capacità di “memoria”. Lo sappiamo dai cellulari. Dopo 3 anni di ricariche non sono performanti come all’ inizio.

Le batterie in commercio sono di due tipi:

  • acido piombo
  • al litio

Le batterie ad acido piombo sono simili a quelle che utilizziamo sulle auto, quelle al Litio sono le stesse che troviamo su pc, tablet e smartphone. Le prime costano meno delle seconde anche se garantiscono un numero ridotto di cicli di carica. Circa 3000, ovvero quasi 10 anni di funzionamento.

Altro svantaggio rispetto a quelle al litio è rappresentato dal fatto che possono essere scaricate meno profondamente (limite massimo all’ 80%) e che sono meno efficienti. Di positivo c’è il fatto che costano meno.

Ci sono molti tentativi di incrementare l’efficienza delle batterie. Alcuni ricercatori dell’ Università di Stanford hanno sviluppato un sistema per migliorare le prestazioni delle batterie al Nickel in controtendenza rispetto a quelle a ioni di litio. Il vantaggio delle Nickel è che si ricaricano molto velocemente.

Prezzi delle Batterie per sistemi Fotovoltaici

se prendiamo a riferimento l’ultimo rapporto di Solarbuzz. Secondo il portale le batterie rappresentano il 15% della spesa totale di un impianto fotovoltaico con un prezzo medio per watt ora di circa 16 centesimi di Euro.

Come aumentare il Rendimento dei Propri Pannelli Fotovoltaici

Ora che abbiamo il nostro impianto fotovoltaico installato e funzionante non dobbiamo fare più niente. Il sole irradia la sua energia che viene captata dai moduli, loro la trasformano in corrente elettrica e noi la consumiamo quotidianamente. Di solito questo è quello che fanno tutti coloro che possono contare su un sistema fotovoltaico.

E’ vero, non c’è una gran manutenzione da fare, però possono essere messi in atto degli accorgimenti utili per aumentare il rendimento dei propri pannelli fotovoltaici. Maggiore rendimento significa più energia prodotta, più soldi se si usufruisce del conto energia oppure più risparmio in bolletta se invece abbiamo le detrazioni fiscali per impianti solari. Ecco una serie di consigli utili per migliorare le prestazioni dei moduli fotovoltaici, incrementare l’efficienza e renderli più performanti.

pulizia-pannello-solare

Pulire i pannelli Solari

i moduli sono costantemente esposti ad inquinamento, polvere e non da ultimo al guano degli uccelli, insomma alle deiezioni di piccioni, gabbiani e cornacchie, sempre più presenti nelle città italiane. In quest’ultimo caso si tratta di veri e propri “bombardamenti” che oscurano addirittura il funzionamento di una cella del modulo. Le celle, sono collegate in serie, il malfunzionamento di una blocca l’utilizzo delle altre. Una cella imbrattata con feci di uccelli abbassa notevolmente il rendimento del modulo intero perchè è completamente oscurata. Anche una pioggia con vento che porta sabbia sporca il vetro dei pannelli, che diventa così opaco ed ombreggiato.

C‘ è bisogno di una pulizia constante dei pannelli fotovoltaici da effettuare settimanalmente, ove possibile. Basta un panno umido o leggermente bagnato. Se i moduli sono difficilmente raggiungibili possiamo costruirci una prolunga di qualche metro su cui poggiare all’estremità una spugnetta, un po’ come quella dei lavavetri.

Togliere le Ombre

in fase di progettazione, specie se l’installazione è avvenuta in estate, gli installatori potrebbero non aver ben previsto una giusta rotazione solare. In inverno il sole è più basso ed i raggi potrebbero sbattere su un albero, palo, edificio, palazzo e creare ombra sui pannelli. L’ombreggiatura fa ovviamente scendere il rendimento di un modulo che deve essere sempre esposto al sole. In questo caso, se si tratta di un albero, si potrebbero tagliare eventuali rami che creano ombra. Se si tratta di un edificio il discorso si fa ovviamente complicato, sarebbe comunque bene spostare il modulo messo in ombra.

produzione-energia-elettrica

Controllo della produzione elettrica

molti impianti hanno un sistema di gestione che rendiconta giornalmente la produzione di energia elettrica tramite pc o smartphone. Possiamo così controllare quanto producono quotidianamente. Teniamo un registro della produzione con su scritta la quantità di corrente elettrica in grado di essere realizzata nelle varie stagioni. Avremo in questo modo possibilità di accorgerci di un calo improvviso di rendimento per intervenire prontamente.

Il fenomeno che può accadere è quello del Piddegrado da potenziale indotto. Avviene una perdita di potenza nella produzione a causa della differenza di potenziale di tensione tra le celle del modulo fotovoltaico e terra. Ci sono degli apparecchi , prodotti da Sma, Elettrograf e Ilumen, in grado di ripristinare le prestazioni dei moduli fotovoltaici affetti da PID.

Quanto rende un impianto fotovoltaico:
difficile fare calcoli con esattezza. Dipende ovviamente dalla potenza, dal luogo in cui si installano i moduli (a Palermo renderanno di più rispetto a Milano), dalla performance dei moduli. Mediamente, un sistema da 3 Kwp, con efficienza dei moduli di un 15-16% (i moduli con la più alta efficienza arrivano al 20%), che possa godere di irraggiamento solare tutto il giorno può produrre al Nord Italia dai 3000 ai 3500 Kw l’anno, in centro Italia dai 3500 ai 4000 Kwp, al sud Italia dai 4000 ai 4500 Kw.

Per aumentare la produzione possiamo installare i moduli fotovoltaici su quello che è chiamato “inseguitore solare”. In pratica è un supporto motorizzato che si muove “inseguendo” il sole. I moduli montati sopra saranno esposti sempre nella maniera migliore. I costi da una parte sono maggiori, un inseguitore costa circa 1500-2000 euro per un impianto da 3 Kwp, ma il rendimento dei pannelli piú alto.

Quale Marca Scegliere per il proprio Impianto Fotovoltaico

La tecnologia che sta dietro un pannello fotovoltaico, senza entrare nei dettagli del funzionamento, è abbastanza semplice. Nel corso degli anni non è molto progredita, anzi, possiamo dire che le piccole celle solari che erano presenti nelle calcolatrici di 20 anni fa sono realizzate allo stesso modo di quelle che ritroviamo nei pannelli dei nostri impianti. C’è quindi differenza tra una marca e l’altra di pannelli solari? Quale scegliere, quale prodotto comprare e a che prezzo. Cerchiamo di fare chiarezza.

E’ vero, qui non si tratta di scegliere tra una Mercedes ed una Fiat, prodotti che possono differenziarsi tantissimo, ad esempio nell’ elettronica, nella carrozzeria, nel motore. Nel settore fotovoltaico, tra una marca e l’altra, la differenza tecnologica è minima, parliamo dei moduli a silicio cristallino, è l’efficienza del modulo quella che dobbiamo tenere d’occhio (a volte lo chiamano rendimento).
Diamo uno sguardo alla foto qui sotto. Si tratta del datasheet di un pannello solare della Trina (marca cinese). I valori cerchiati in rosso sono quelli da prendere come riferimento. Più alto è questo valore maggiore sarà il rendimento del modulo e quindi più energia elettrica è in grado di produrre.

efficienza modulo trina solar

I valori di un modulo a silicio cristallino sono solitamente compresi tra il 13 ed il 21%. Quelli dei pannelli a thin film invece tra l’8% ed il 13%, sono meno performanti ma costano di meno e si adattano a superficie curvi perchè molto sottili e flessibili.

Abbiamo quindi capito che a parità di prezzo è meglio scegliere un pannelli che ha l’efficienza più alta. Solitamente più è alta la potenza di un modulo, maggiore sarà la sua efficienza. Questo lo potete evincere anche dalla foto dello stesso modulo che, nella versione a 260 watt, ha un valore del 15,9%, in quella a 265 W del 16,2% e a 270 del 16,5%. Meglio poi i monocristallini rispetto ai policristallini.

La marca di pannelli fotovoltaici più performante, se prendiamo a riferimento solo la quantità di energia solare che sono in grado di trasformare in energia elettrica , la famosa efficienza, è Sunpower insieme a Panasonic (ex Sanyo). Date un’occhiata al datasheet qui sotto:

pannellialtaefficienza

A sinistra abbiamo il modulo dell’americana Sunpower, a destra quello dei giapponesi di Panasonic. Come vedete si sfiora il 20%. Per arrivare a questi livelli Panasonic a inventato i moduli Hit con un rivestimento di pellicola thin film mentre Sunpower ha costruito le celle dei pannelli Maxeon su una base in rame in modo di aumentarne le prestazioni.

E’ chiaro che questi tipi di moduli costano di più rispetto agli altri. Stiamo parlando di un prezzo medio di circa 1,4-1,5 euro per watt al consumatore finale.

L’efficienza però non deve essere solo l’unico fattore da considerare nell’ acquisto di una marca. C’è anche la garanzia. Quasi tutti offrono 10 anni su difetti del prodotto e 20 anni sull’ 80% della potenza. Ovvero dicono che dopo 20 anni i pannelli sono in grado di garantire l’80% di efficienza. Producono di meno ma producono.

Altre considerazioni: d’estate i pannelli fotovoltaici sono sottoposti ad altissime temperature che possono far degradare le loro prestazioni. Pensiamo ad una giornata di pieno sole a luglio o agosto. I pannelli arrivano a toccare anche i 50-55 gradi. Con queste temperature le efficienze si abbassano. Un buon pannello è in grado di ben gestire questa tolleranza. In questo caso bisogna purtroppo testare i pannelli sul campo, ovvero ve ne accorgete una volta che misurate la corrente elettrica che state producendo tramite i contatori dell’ impianto.

Impianti Fotovoltaici senza Incentivi del Conto Energia Convengono?

Ora che il quinto conto energia ha esaurito i suoi 6,7 miliardi di euro di fondi , coloro che erano interessati all’ acquisto di impianti fotovoltaici sono rimasti orfani di tutti gli incentivi. Il classico sistema solare da 3 Kw che prima poteva far guadagnare circa 1500-2000 euro l’anno ora sembra non avere piú senso.  Come fare allora per guadagnare da un’installazione di moduli fotovoltaici? Vale la pena farlo anche senza incentivi? In quanto tempo recupero l’investimento iniziale? Le domane sono legittime e cercheremo di rispondere a tutte. Le notizie sono comunque positive e c’è ancora la possibilità di essere remunerati e quindi guadagnare soldi durante l’anno producendo da fonti alternative energetiche come quella solare ma anche geotermica, idraulica, eolica.

Risparmiamo con le detrazioni fiscali:

è vero che gli incentivi alla produzione di energia elettrica tramite fotovoltaico sono terminati, ma esistono ancora le detrazioni fiscali nell’ ordine del 50% fino al 31 dicembre 2014, prorogate per tutto il 2015 (legge di Stabilità governo Renzi),  che poi passeranno nel 2016 al 36%. Le detrazioni si riferiscono ad impianti fino a 20 kwp di potenza, di tipo NON COMMERCIALE. A questo proposito è illuminante la circolare 22e dell’ Agenzia delle entrate del 2 aprile 2013 che recita così:

“possono usufruire delle detrazioni gli interventi relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. Queste opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo
idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia.

fotovoltaico senza incentivo

Non c’è quindi bisogno che l’installazione di un impianto ricada in una ristrutturazione edilizia, può essere fatta anche in mancanza di essa. Un impianto da 3 kwp con moduli in silicio cristallino che attualmente costa circa 6 mila euro, con pannelli economici, ci fa recuperare il 50%, 3000 euro. Ogni anno possiamo quindi detrarre dalle tasse 300 euro per 10 anni. Un bel risparmio. Certo le spese effettuate per l’investimento iniziale le recuperiamo in un arco di tempo compreso tra 7 e 9 anni, ma i prezzi di 1 kw di energia elettrica che acquistiamo dalle varie compagnie come Enel, Acea, Hera, Edison potrebbero anche aumentare in futuro.

Guadagnare con lo Scambio sul Posto

Piú che un guadagno è un risparmio, ma alla fine i soldi risparmiati non sono quelli guadagnati? Durante il giorno possiamo consumare l’energia elettrica prodotta dal nostro impianto e quella che non consumiamo possiamo SCAMBIARLA SUL POSTO, ovvero cederla al gestore energetico che la mette in rete vendendola a terzi. Otteniamo così un credito che ci viene scalato quando di notte, i nostri impianti non producono per mancanza del sole, dobbiamo acquistare elettricità. Per calcolare il valore potete servirvi di questa delibera del GSE.

Alcune ditte iniziano anche a vendere impianti fotovoltaici a batterie, con sistemi di storage che accumulano l’enegia prodotta e la rendono disponibile quando serve. I costi di un impianto del genere sono maggiori, ma in questo caso le batterie sono molto utili in zone in cui accadono spesso dei black out.

Quanto si guadagna e in quanto tempo si recupera l’investimento in un impianto fotovoltaico:

Interessante lo studio effettuato dall’Associazione Tecnici Energie Rinnovabili. Su un impianto installato a Roma con prezzo di 7500, calcolando un autoconsumo del 30% di energia elettrica in 25 anni si ha:

  • 9781 euro di risparmio in bolletta;
  • 3750 di sgravio fiscale (il 50% di 7500 euro);
  • dopo 25 anni poco più di 16 mila euro di guadagno.

La lista completa dei calcoli può essere visualizzata cliccando sull’ immagine qui sotto:

Guadagnare rivendendo l’energia prodotta

Si chiama Ritiro Dedicato ed è la possibilità data a privati con impianto con potenza inferiore a 10 MVA di rivendere ad altri l’energia prodotta con i propri impianti fotovoltaici. Il tramite è Il GSE, gestore dell’ energia elettrica, che garantisce un prezzo minimo al kilowatt/ora. I prezzi differiscono a seconda della zona, Regione, e della fascia oraria in cui vengono venduti, ma soprattutto della stagione. Vendere energia elettrica prodotta dal sole in estate, quindo tutti gli impianti sono a pieno regime. conviene ovviamente meno rispetto all’ inverno.

Pannelli Fotovoltaici Schott Prezzi

pannelli schottSchott è una multinazionale tedesca con base a Mainz, vicino Stoccarda, che produce componentistica elettronica, ma soprattutto pannelli solari sia in silicio che a concentrazione. Schott produce moduli fotovoltaici nelle sue fabbriche in Germania, Spagna, Repubblica Ceca e Stati Uniti ed ha una rappresentanza di vendita a Genova in Via Assarotti 5/6 , telefono: 010/84241.

In questo momento la crisi ed il mercato saturo hanno fatto decidere ai vertici aziendali di fermare il suo impianto di produzione di celle a Alzenau, in Germania lo scorso dicembre e di cessare la produzione di wafer policristallini a Jena, in Germania. Schott è decisa comunque a rimanere sul mercato del solare fotovoltaico, alcune voci però parlano di un suo definitivo abbandono del settore, sviluppando moduli ad alta efficienza o thin film ad un prezzo concorrenziale.

Il costo dei pannelli fotovoltaici Schott è medio, così come le performance, siamo lontani dal rendimento di Sunpower o Sanyo Power. Il massimo per i policristallini si raggiunge con i moduli che superano i 250 watt con un rendimento del 15,3%. In Italia alcuni rivenditori come questo propongono un prezzo allettante sotto i 200 euro, in Germania intorno ai190 euro.

In catalogo ci sono anche i prodotti mono cristallini. In questo caso le performance sono maggiori, si arriva al 16,5% con i moduli che superano i 270 watt di poterna, vedi il dettaglio. Ci sono anche dei moduli thin film ottimizzati per impianti che devono essere installati ad alta quota, sopra i 1000 metri; sono in a film sottile e hanno, ovviamente, rendimenti molto più bassi, nell’ ordine del 7 percento, ma mantengono le performance al 90% dopo 26 anni. Negli ultimi anni l’azienda tedesca sta abbandonando il settore consumer dedicandosi quasi esclusivamente a pannelli solari a concentrazione CSP.

I pannelli Schott hanno una garanzia totale di 25 anni. L’azienda assicura una performance ad 1 anno di almeno il 97% ed un degrado massimo annuale fino ai 25 anni dello 0,7%, ciò comporta una performance minima fissata all’80,2% dopo un quarto di secolo.